Qui forse servivano 10-15 post per fare piena giustizia a cotanto simbolo del relax urbano. Si mettano il cuore in pace i sostenitori dei giardini di Porta Venezia (comunque stupendi), del Trenno, del Parco Lambro, delle Cave, del Forlanini: Parco Sempione è IL PARCO di Milano. Se Elio e le Storie Tese han deciso di usarlo come titolo per il loro inno al verde cittadino non è solo perchè fa rima con marrone.
Piantato nel cuore del centro e della vita meneghina, il parco comincia col Castello Sforzesco e finisce con l’Arco della Pace. Non accontentandosi, accoglie al suo interno un’infinità di altri simboli della milanesità, a partire dall’Arena coi suoi concerti e gli eventi sportivi, La Triennale e le sue mostre, la torre delle trasmissioni della RAI di Milano e alcuni tra i locali più pettinati del pettinatissimo menu notturno della città, ovvero il Bar Bianco, L’Old Fashion e il Just Cavalli. E poi vabbè, balere all’aperto, giochi per bambini, laghetti, campetti da basket, spiazzi per bonghisti e anfratti più nascosti per epiche, clamorose, pomiciate adolescenziali (e pure più cresciutelle)..
Dalla velina al rasta, dal radical chic al rockettaro, dall’anziano al fanatico di jogging, dal bimbetto alla coppia sposata, non ti puoi dichiarare pienamente milanese se non hai una manciata di ricordi che affonda da queste parti.
















non è certo quello che si può definire il solito locus amenus dove ci si ferma a guardare il paesaggio o a farsi accarezzare dalla brezza primaverile, però per me è un posto molto particolare. E’ la tipica zona dove, quando hai 16 17 anni, e inizi a tornare a casa tardi la sera da solo e non hai la macchina, la mamma dice di non passare perché è pericoloso e ci sono solo drogati e rapinatori; il posto che, anche quando sei un po’ più grande e sei in giro con la tua ragazza, dopo una certa ora cerchi di evitare. Ma se hai appena finito di leggere qualche pagina di “Un amore dell’altro mondo” e hai il tuo lettore nelle orecchie con

