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	<description>Libera guida online ai luoghi del relax urbano</description>
	<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 15:53:56 +0000</pubDate>
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		<title>Parco Sempione, Milano (MI)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 15:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MutandeCromate</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Qui forse servivano 10-15 post per fare piena giustizia a cotanto simbolo del relax urbano. Si mettano il cuore in pace i sostenitori dei giardini di Porta Venezia (comunque stupendi), del Trenno, del Parco Lambro,  delle Cave, del Forlanini: Parco Sempione è IL PARCO di Milano. Se Elio e le Storie Tese han deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-012.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-242" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-012-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Qui forse servivano 10-15 post per fare piena giustizia a cotanto simbolo del relax urbano. Si mettano il cuore in pace i sostenitori dei giardini di Porta Venezia (comunque stupendi), del Trenno, del Parco Lambro,  delle Cave, del Forlanini: Parco Sempione è IL PARCO di Milano. Se Elio e le Storie Tese han deciso di usarlo come titolo per il loro inno al verde cittadino non è solo perchè fa rima con marrone.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-012.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-244" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-010-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Piantato nel cuore del centro e della vita meneghina, il parco comincia col Castello Sforzesco e finisce con l&#8217;Arco della Pace. Non accontentandosi, accoglie al suo interno un&#8217;infinità di altri simboli della milanesità, a partire dall&#8217;Arena coi suoi concerti e gli eventi sportivi, La Triennale e le sue mostre, la torre delle trasmissioni della RAI di Milano e alcuni tra i locali più pettinati del pettinatissimo menu notturno della città, ovvero il Bar Bianco, L&#8217;Old Fashion e il Just Cavalli. E poi vabbè, balere all&#8217;aperto, giochi per bambini, laghetti, campetti da basket, spiazzi per bonghisti e anfratti più nascosti per epiche, clamorose, pomiciate adolescenziali (e pure più cresciutelle)..</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-007.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-245" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-007-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dalla velina al rasta, dal radical chic al rockettaro, dall&#8217;anziano al fanatico di jogging, dal bimbetto alla coppia sposata, non ti puoi dichiarare pienamente milanese se non hai una manciata di ricordi che affonda da queste parti.</p>
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		<title>Giardini di Pagano, via Pallavicino, Milano (MI)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 14:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MutandeCromate</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Qui siamo dalle parti dell&#8217;amarcord più spinto. Ci sono praticamente cresciuto, dentro questi giardinetti. A dirla tutta dovrebbero quasi intitolarmeli. Per ora posso anche soprassedere sul fatto che siano intitolati Guido Vergani, penna storica del Corriere, ma mi candido ufficialmente a strappargli l&#8217;onore una volta divenuto famoso e stimato in tutta Italia. Attento a te, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui siamo dalle parti dell&#8217;amarcord più spinto. Ci sono praticamente cresciuto, dentro questi giardinetti. A dirla tutta dovrebbero quasi intitolarmeli. Per ora posso anche soprassedere sul fatto che siano intitolati Guido Vergani, penna storica del Corriere, ma mi candido ufficialmente a strappargli l&#8217;onore una volta divenuto famoso e stimato in tutta Italia. Attento a te, Guido Vergani. Hha.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-021.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-239" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-021-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A parte le mie monomanie psicotiche, penso che davvero i miei genitori mi abbian portato qui per la prima volta quando ancora giravo il mondo in passeggino. Poi ho assunto la postura bipede e ho passato il resto dell&#8217;infanzia a zompettare sui tappeti elastici che vedete nella foto, sfiorando svariate volte il trauma cranico sulle travi di legno attorno alle reti. In seguito questi quattro alberi hanno assistito attoniti a lunghissimi, sudatissimi, scalmanatissimi pomeriggi di mie gesta calcistiche. Sarà per questo che un giorno quallcuno ha  deciso di porre fine a tale scempio e ha fatto togliere le porte.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-022.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-241" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-022-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ci conoscevamo tutti al campetto, e ci si scannava 14 contro 15 in partite epiche di 5/6 ore, con portieri, sostituzioni e insulti volanti. Avevo persino customizzato una squadra di FIFA 98 con la gente del campetto. I tizi più forti non li chiamavamo nemmeno per nome, ma per iperbole: c&#8217;era Maradona, c&#8217;era Bierhoff, ed era quasi bello farsi umiliare calcisticamente da loro.</p>
<p>Poi un giorno è improvvisamente finito tutto. 8-9 anni fa il parchetto è stato oggetto di una rivalutazione comunale che comprendeva: area recintata per cani e relative cacche, spiazzetto con panchine, fontana spruzzaiola superchic e soprattutto rizollamento completo dei prati. Siamo tornati dalle vacanze e abbiamo trovato il polveroso campetto  completamente verde, ma monco delle porte da calcio. Abbiamo messo giù le felpe e incominciato a spallonare, ma si è avvicinato un uomo, mezza età, vocione lombardo e fare da sceriffo texano. &#8220;Qua non si gioca più a calcio&#8221;. &#8220;E chi lo dice? &#8220;&#8221;Io!&#8221; Mostrando orgoglioso un tesserino da guardia di non so cosa. Si guadagnò il nostro odio imperituro e il nomignolo di Walker Pagan Ranger. Penso che vada ancora in giro impettito a rovinare i pomeriggi ai ragazzini.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-025.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-240" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/amaca-025-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Da quel giorno ci sono andato di meno al parco, qualche sosta romantica sulle panchine, qualche giro in bici, qualche partita a frisbee. A proposito, consiglio a tutti una partita a &#8220;frisbee ad ostacoli&#8221;, lanciando il disco sopra la fontana spruzzaiola, con gli spuzzi alternati che ti fottono il tiro quando meno te lo aspetti. Per il resto, il parchetto lo preferivo sporco, terroso e scacazzato dai cani.</p>
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		<title>Parco Charlie Parker, Bologna (BO)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 14:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oneiros</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Quando mi sono trasferito a Bologna sono andato a vivere in un collegio universitario, situato all&#8217;interno di una struttura composita, di fattura moderna ma modellata sugli elementi architettonici di un castello: quattro torri, due ingressi e un ampio cortile interno. Tutto intorno a questo castello (che oltre al collegio comprende un centro sociale multietnico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="middle;" src="http://www.tortuca.net/images/charlieparker.png" alt="" width="358" height="267" /></p>
<p>Quando mi sono trasferito a Bologna sono andato a vivere in un collegio universitario, situato all&#8217;interno di una struttura composita, di fattura moderna ma modellata sugli elementi architettonici di un castello: quattro torri, due ingressi e un ampio cortile interno. Tutto intorno a questo castello (che oltre al collegio comprende un centro sociale multietnico e un centro per anziani) si estende il parco &#8220;Charlie Parker&#8221;.</p>
<p>L&#8217;idea di dedicare un parco al leggendario <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Charlie_Parker">Bird</a> è di quelle che scalda il cuore, e aggiungete che da un certo punto in avanti (non mi è mai riuscito di capire dove) il parco cambia nome, per ribattezzarsi &#8220;John Lennon&#8221;: il motivo di questa doppia dicitura mi è del tutto oscuro, ma quanto a carisma non si scherza.</p>
<p>Il parco bifronte si trova comunque tra via del Lavoro e via Gandusio, nel quartiere San Donato. Quest&#8217;ultimo non gode di ottima stampa a Bologna, e la succitata via del Lavoro, in particolare, è nota per una serie di episodi particolarmente tristi occorsi a ragazze nell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>Va detto però che il centro sociale Zonarelli svolge nel parco e nella sua propria struttura un&#8217;incessante lavoro di integrazione culturale, fornendo ai molti migranti che abitano il quartiere uno spazio dove ritrovarsi, festeggiare, celebrare e passare del tempo all&#8217;aria aperta. I vecchi bolognesi delle case popolari, dal canto loro, continuano a servirsi del parco per le loro passeggiate pomeridiane, con sosta obbligatoria al chioschetto di Daniele, dove per 2,5 euri potete assaggiare il miglior gelato di tutta la Bologna nord (consigliatissimo il gusto ricotta e fichi).</p>
<p>Personalmente lo trovo un posto molto piacevole, ottimo per pomeriggi di studio all&#8217;aperto, anche se lontano dai colori della Bologna studentesca intra moenias. Certo non bisogna avere la puzza sotto il naso, e soprattutto la sera non è il caso di avventurarsi da soli (lo spaccio è fiorente), ma vivere una città è anche conoscere i suoi luoghi meno patinati.</p>
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		<title>Parco Porada, Seregno (MB)</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 18:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Genesio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Denominato anche &#8220;Parco Brianza Centrale&#8221;, fondato nel 2001, nasce in un preciso interesse intercomunale tra i paesi limitrofi a Seregno e futuri appartenenti alla provincia di Monza e Brianza.
E&#8217; un gran bel parco: niente recinzioni, nessun guardiano, spazi per giovani, vecchi e piccini. Comprende infatti un paio di chilometri di pista ciclo-pedonale (che si moltiplicano se calcoliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/pollobarca2-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-228" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/pollobarca2-21-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Denominato anche &#8220;Parco Brianza Centrale&#8221;, fondato nel 2001, nasce in un preciso interesse intercomunale tra i paesi limitrofi a Seregno e futuri appartenenti alla provincia di Monza e Brianza.</p>
<p>E&#8217; un gran bel parco: niente recinzioni, nessun guardiano, spazi per giovani, vecchi e piccini. Comprende infatti un paio di chilometri di pista ciclo-pedonale (che si moltiplicano se calcoliamo la ragnatela di sentieri interni), ampi prati, spazi per i cani, il classico &#8220;percorso-vita&#8221; (sudore colante), campi di bocce, campi coltivati, piccoli orti per i pensionati e un fantastico galeone dei pirati in legno: gran divertimento infantile diurno, grandissimo divertimento adolescenziale notturno&#8230;</p>
<p>E&#8217; molto frequentato, soprattutto tra la primavera e l&#8217;estate. Ci si sta proprio bene, non c&#8217;è che dire,<a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/pollobarca2-2.jpg"></a> e credo proprio di essermelo goduto: jogging sfrenato quando pensavo di essere un atleta, bevute e schitarrate quando mi ricordavo di non esserlo affatto.</p>
<p>Nella guida &#8221;lonely planet&#8221; sulla Brianza che scriverò, metterò una sicura tappa pic-nic alla Porada.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/2392451042_384dd5136f.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-230" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/07/2392451042_384dd5136f-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Portico del Dipartimento di Musica e Spettacolo, Via Barberia, Bologna (BO)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 10:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MutandeCromate</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un tempo sede del Partito Comunista, il numero 4 di Via Barberia ospita ora la costola più famigerata e leggendaria dell&#8217;Università Bolognese, celebre per la presunta scarsa serietà e igiene dei suoi studenti, tanto da essere ostracizzata in molti annunci di camere in affitto con il simpatico ritornello &#8220;No cani, No gatti, No Dams&#8221;. Nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/06/portico-dams-002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-225" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/06/portico-dams-002-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Un tempo sede del Partito Comunista, il numero 4 di Via Barberia ospita ora la costola più famigerata e leggendaria dell&#8217;Università Bolognese, celebre per la presunta scarsa serietà e igiene dei suoi studenti, tanto da essere ostracizzata in molti annunci di camere in affitto con il simpatico ritornello &#8220;No cani, No gatti, No Dams&#8221;. Nelle pause tra una lezione e l&#8217;altra, nei momenti d&#8217;agitazione pre-esame o semplicemente nelle protratte parentesi di cazzeggio irresponsabile, i bizzarri esemplari di questa razza (nella foto ne potete osservare 3 di lucidissimo pelo) trovano il loro habitat ideale nei 2 metri quadrati di porticato antistanti l&#8217;ingresso della sede: qui possono dedicarsi alle loro amate attività tabagistiche, chiaccchieratorie, bighellonatorie, caffeiniche e merendiche (preda prediletta, il kinder delice a 50cent delle macchinette).</p>
<p>Nelle ore di massimo affollamento questo luogo si trasforma nel teatro di un durissimo scontro per il territorio: le mandrie di sciamannati occupatori di suolo pubblico si trovano infatti a scontrarsi con il loro rivale naturale, l&#8217;anziana trascinatrice di carrellino dai capelli viola-turchini. Gli esemplari di questa seconda specie, caratterizzata dai tipici cappottini sgargianti e dalla spiccata acidità zitellesca, si producono in aggressivi travasi di bile nei confronti dei pavidi damsiani, rei di ostruire i sentieri che le azzurrocrinite adoperano per l&#8217;approvigionamento. Finora non si è trovato rimedio per far convivere l&#8217;ozioso bivacco studentesco e l&#8217;attivismo marciatorio delle signore. Speriamo che un giorno queste due magnifiche specie possano riuscire a convivere in pace.</p>
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		<title>Piazzetta di Santa Maria di Collemaggio - L&#8217;Aquila (AQ)</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 13:49:33 +0000</pubDate>
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.. che sia  un luogo di elevato interesse artistico/turistico (fate un po&#8217; voi) non ci sono dubbi! ma avete mai provato a trascorrere qualche ora dei vostri spensierati pomeriggi tardo-primaverili nel parchetto circostante la piazzetta? Bhe, se siete alla ricerca di un relax mistico-essenziale (alla Battiato direi) questo è il posto che fa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/immagine-103.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-217" title="immagine-103" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/immagine-103-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>.. che sia  un luogo di elevato interesse artistico/turistico (fate un po&#8217; voi) non ci sono dubbi! ma avete mai provato a trascorrere qualche ora dei vostri spensierati pomeriggi tardo-primaverili nel parchetto circostante la piazzetta? Bhe, se siete alla ricerca di un relax mistico-essenziale (alla Battiato direi) questo è il posto che fa per voi!! L&#8217;aria &#8220;montanara&#8221; dell&#8217;Abruzzo rinfrancherà i vostri alveoli ! Se poi volete aggiungere una birretta e qualche salamella tipica (gli autoctoni non esiteranno ad elencarvi gli innumerevoli pregi dei salumi abruzzesi) l&#8217;aperitivo è presto fatto! Da scongiurare la presenza di gruppi turistici over65, bimbi schizofrenici e/o quadrupedi vari (la vostra saggezza saprà comunque condurvi in questo delizioso angolino nell&#8217;orario più giusto). Che dire&#8230; merita davvero!!</p>
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		<title>Ponte di Tiberio, Rimini (RN)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 22:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giocadadi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
A proposito di ponti…. Questo è il ponte di Tiberio, costruzione romana eccetera eccetera…
Meraviglioso in ogni ora del giorno. Da un lato il mare dall’altro un parco. Nei tre anni in cui ho vissuto a Rimini ha segnato il percorso di ogni mia giornata. Percorribile solo in un senso, è la via più semplice che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/rimini-ponte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-212" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/rimini-ponte-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a></p>
<p class="MsoNormal">A proposito di ponti…. Questo è il ponte di Tiberio, costruzione romana eccetera eccetera…</p>
<p class="MsoNormal">Meraviglioso in ogni ora del giorno. Da un lato il mare dall’altro un parco. Nei tre anni in cui ho vissuto a Rimini ha segnato il percorso di ogni mia giornata. Percorribile solo in un senso, è la via più semplice che collega la zona di San Giuliano al centro, al mare, ad ogni luogo.</p>
<p class="MsoNormal">Segnava l’inizio delle mie mattinate di panico per i compiti in classe di latino e greco, l’inizio delle mie uscite spensierate e i miei rientri a casa sotto piogge interminabili che mi impedivano l’uso del motorino!</p>
<p class="MsoNormal"><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/ponte-di-tiberio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-213" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/ponte-di-tiberio-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Uno dei ricordi più belli è la vista del ponte da lontano, proprio come nella foto, in un pomeriggio di primavera mentre su una vecchia vespa bianca, purtroppo non mia, l’aria in faccia e l’incoscienza dei miei sedici anni, nelle orecchie risuonava Needles in the Camel’s Eye (Brian Eno).</p>
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		<title>Piazza Cavour, Rimini (RN)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 19:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giocadadi</dc:creator>
		
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Ecco l’antenata di Piazza Verdi. Questa piazza, del 268 a.C., era infatti il secondo foro della Rimini romana, dopo Piazza Giulio Cesare (l&#8217;attuale Piazza Tre Martiri), ora è il centro della vita riminese.
Da un lato i negozi e i caffè dall’altro gli edifici che testimoniano la storia di Rimini. Palazzo Garampi (oggi sede del Comune), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/copia-di-rimini-1_web.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-209" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/copia-di-rimini-1_web-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Ecco l’antenata di Piazza Verdi. Questa piazza, del 268 a.C., era infatti il secondo foro della Rimini romana, dopo Piazza Giulio Cesare (l&#8217;attuale Piazza Tre Martiri), ora è il centro della vita riminese.<br />
Da un lato i negozi e i caffè dall’altro gli edifici che testimoniano la storia di Rimini. Palazzo Garampi (oggi sede del Comune), Palazzo dell&#8217;Arengo e Palazzo del Podestà. In fondo alla piazza si erge il maestoso Teatro Comunale, in stile neoclassico, inaugurato da Giuseppe Verdi nel 1857.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/pcavour.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-208" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/pcavour-300x200.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Quasi al centro della piazza si trova la statua di Paolo V, disegnata e progettata da Nicola Cordier e realizzata nel 1613 da Sebastiano Sebastiani; la statua però in epoca napoleonica ha subìto rimaneggiamenti dalla popolazione riminese per paura che potesse essere abbattuta. Eliminata la didascalia e la tiara, Paolo V per qualche tempo si è trasformato in San Gaudenzio, patrono di Rimini, e in tanti ancora non sanno del cambio di identità di Paolo V, povero Paolo che si erge tronfio sotto mentite spoglie!!</p>
<p class="MsoNormal">Accanto alla statua si trova la &#8220;Fontana della Pigna&#8221;, la Fonte di Piazza. Costruzione frutto di diverse epoche, le sue linee principali si devono assegnare in massima parte alla rinascenza e al suo artefice, Giovanni da Carrara, che nel 1543 la portò a compimento.<br />
E come non rendere omaggio ai banconi in pietra della Vecchia Pescheria. Una volta adibita al mercato del pesce, ed ora, secondo le guide turistiche, sede di mercatini ed esposizione di opere artistiche; in realtà, oggi è semplicemente luogo di ritrovo e appollaiamento di riminesi e abitanti del circondario.</p>
<p class="MsoNormal">Basta appoggiarsi per due chiacchere con una birra o un bicchiere di vino ed ecco che si diventa parte del popolo delle Cantinette. Cantinette dunque, e non pakistani, ma il numero di locali rimane comunque quello. Insomma, una Piazza Verdi un po’ più glam! Della serie “Life on Mars” (David Bowie).</p>
<p class="MsoNormal"><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/rimini-2_web.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-210" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/rimini-2_web-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p class="MsoNormal">Consigliato il tour di cicchetti dei vari locali e se finito quello si ha necessità di guidare…niente paura! Il forno della piazzetta resta aperto fino all’alba per invogliare con spianate calde farcite e piadine! (quelle vere romagnole!)</p>
<p><a href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/pcavour.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>Ponte di Porta Genova, Milano (Mi)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 19:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quito</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Sant'Agostino]]></category>

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Il ponte che collega il quartiere di S.Agostino a quello di porta Genova non è certo quello che si può definire il solito locus amenus dove ci si ferma a guardare il paesaggio o a farsi accarezzare dalla brezza primaverile, però per me è un posto molto particolare. E’ la tipica zona dove, quando hai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">Il ponte che collega il quartiere di S.Agostino a quello di porta Genova<img class="alignright" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/p5240003.jpg" alt="" width="283" height="212" /> non è certo quello che si può definire il solito locus amenus dove ci si ferma a guardare il paesaggio o a farsi accarezzare dalla brezza primaverile, però per me è un posto molto particolare. E’ la tipica zona dove, quando hai 16 17 anni, e inizi a tornare a casa tardi la sera da solo e non hai la macchina, la mamma dice di non passare perché è pericoloso e ci sono solo drogati e rapinatori; il posto che, anche quando sei un po’ più grande e sei in giro con la tua ragazza, dopo una certa ora cerchi di evitare. Ma se hai appena finito di leggere qualche pagina di “Un amore dell’altro mondo” e hai il tuo lettore nelle orecchie con<span> </span>le note di Drain you a tutto volume, per fare un esempio comprensibile, passando per questo vecchio ponte di ferro verde tra i graffiti e i volantini non puoi fare a meno di sentirti per un secondo nei sobborghi di Aberdeen con un paio di jeans strappati e una camicia di flanella da taglialegna; questa sensazione dura solo pochi passi, una quindicina di metri forse ed è un posto dove nessuno ti manderebbe mai e che probabilmente a pochi piace ma è importante ricordare anche questi, no?</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/p52400051.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-221" title="p52400051" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/p52400051-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Parco Solari, Milano (MI)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 19:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Quito</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quelli che abitano nel quartiere vanno a passare qualche istante, qualche minuto o qualche ora in questo piccolo parco, nei pressi della fermata di Sant’Agostino, per tanti motivi: riposarsi dopo una lunga giornata di lavoro, fare jogging, leggere un buon libro, ascoltare un po’ di musica o semplicemente a ricordare quando da bambini si veniva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="justify;">Quelli che abitano nel quartiere vanno a passare qualche istante, qualche minuto o qualche ora in questo piccolo parco, nei pressi della fermata di Sant’Agostino, per tanti motivi: riposarsi dopo una lunga giornata di lavoro, fare jogging, leggere un buon libro, ascoltare un po’ di musica o semplicemente a ricordare quando da bambini si veniva qui a correre e scherzare con gli amici.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><a rel="lightbox" href="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/p52400011.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-222" title="p52400011" src="http://amacastreet.altervista.org/wordpress/wp-content/uploads/2008/05/p52400011-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Questo luogo ha visto crescere praticamente tutti i bambini della zona, è il tipico angolo di verde dove tutti hanno imparato ad andare in bicicletta, ad arrampicarsi sugli alberi, a giocare a pallone, dove ognuno di noi ha fatto (felicemente o insultando chi l’aveva inventata) la classica gita in piscina delle elementari; è un posto che ci ha visto crescere ed è cresciuto con noi, le sue panchine hanno conosciuto tanti ragazzi innamorati, hanno visto tanti baci e la fine di tante storie. Se ci si ferma dieci minuti, anche solo guardandosi intorno, su una delle sue panchine intorno alla fontana o anche più appartati sul prato appoggiandosi ad uno dei grandi salici, si può sentire la vita scorrere in ogni parte del parco; piuttosto che fossilizzarsi davanti ad un computer o guardando la televisione credo proprio che ne valga la pena.<img src="//qtl/content/load.gif" alt="" /></p>
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