Il ponte che collega il quartiere di S.Agostino a quello di porta Genova non è certo quello che si può definire il solito locus amenus dove ci si ferma a guardare il paesaggio o a farsi accarezzare dalla brezza primaverile, però per me è un posto molto particolare. E’ la tipica zona dove, quando hai 16 17 anni, e inizi a tornare a casa tardi la sera da solo e non hai la macchina, la mamma dice di non passare perché è pericoloso e ci sono solo drogati e rapinatori; il posto che, anche quando sei un po’ più grande e sei in giro con la tua ragazza, dopo una certa ora cerchi di evitare. Ma se hai appena finito di leggere qualche pagina di “Un amore dell’altro mondo” e hai il tuo lettore nelle orecchie con le note di Drain you a tutto volume, per fare un esempio comprensibile, passando per questo vecchio ponte di ferro verde tra i graffiti e i volantini non puoi fare a meno di sentirti per un secondo nei sobborghi di Aberdeen con un paio di jeans strappati e una camicia di flanella da taglialegna; questa sensazione dura solo pochi passi, una quindicina di metri forse ed è un posto dove nessuno ti manderebbe mai e che probabilmente a pochi piace ma è importante ricordare anche questi, no?