Un tempo sede del Partito Comunista, il numero 4 di Via Barberia ospita ora la costola più famigerata e leggendaria dell’Università Bolognese, celebre per la presunta scarsa serietà e igiene dei suoi studenti, tanto da essere ostracizzata in molti annunci di camere in affitto con il simpatico ritornello “No cani, No gatti, No Dams”. Nelle pause tra una lezione e l’altra, nei momenti d’agitazione pre-esame o semplicemente nelle protratte parentesi di cazzeggio irresponsabile, i bizzarri esemplari di questa razza (nella foto ne potete osservare 3 di lucidissimo pelo) trovano il loro habitat ideale nei 2 metri quadrati di porticato antistanti l’ingresso della sede: qui possono dedicarsi alle loro amate attività tabagistiche, chiaccchieratorie, bighellonatorie, caffeiniche e merendiche (preda prediletta, il kinder delice a 50cent delle macchinette).
Nelle ore di massimo affollamento questo luogo si trasforma nel teatro di un durissimo scontro per il territorio: le mandrie di sciamannati occupatori di suolo pubblico si trovano infatti a scontrarsi con il loro rivale naturale, l’anziana trascinatrice di carrellino dai capelli viola-turchini. Gli esemplari di questa seconda specie, caratterizzata dai tipici cappottini sgargianti e dalla spiccata acidità zitellesca, si producono in aggressivi travasi di bile nei confronti dei pavidi damsiani, rei di ostruire i sentieri che le azzurrocrinite adoperano per l’approvigionamento. Finora non si è trovato rimedio per far convivere l’ozioso bivacco studentesco e l’attivismo marciatorio delle signore. Speriamo che un giorno queste due magnifiche specie possano riuscire a convivere in pace.
11 users commented in " Portico del Dipartimento di Musica e Spettacolo, Via Barberia, Bologna (BO) "
Follow-up comment rss or Leave a TrackbackDal sito del Muspe: “Costituito con decreto del 30 novembre 1982, dal 1996 il Dipartimento di Musica e Spettacolo, dopo varie peregrinazioni attraverso il centro storico di Bologna, ha fissato la propria sede principale presso Palazzo Marescotti Brazzetti, in via Barberia, 4. L’elegante edificio rinascimentale progettato da Giovanni Beroaldo sulle rovine di precedenti costruzioni – arricchito nel corso dei secoli dagli affreschi dei Rolli e del Caccioli e dal grandioso scalone barocco opera di Gian Giacomo Monti – è stato restaurato negli anni 2002-07″.
L’iscrizione sull’arco dell’entrata reca scritto: “DEUS PROPICIUS ESTO”. Non è difficile, lascio ai damsiani la traduzione, con tanti auguri (appunto).
Non era il numero 4, di via Barberia?
Corretto il numero.
Per quanto riguarda Muspe/Dams rispondo dicendo “vabbè, quella rrobba llà!!”
Se vai in giro e chiedi che dipartimento dell’università c’è lì in Barberia, ti diranno il DAMS..Rassegnati ggg, sei bollato come damsiano, anche se fai il Muspe!
Io mi rassegno senza soffrire.
Ma caro mutande cromate, ci sono un paio di cose che è bene che tu abbia chiare:
- Dams è il nome di un corso di laurea. Di quella triennale, per essere precisi
- Muspe è il nome del dipartimento (che serve anche altri corsi di laurea)
- Cinema, televisione eccetera è invece il nome del nostro corso di laurea specialistica
E sono tre cose distinte. Un corso di laurea non ha una sede, un dipartimento sì. Un corso di laurea (nel nostro caso quello specialistico) si frequenta, un dipartimento no.
wow, mi piacciono i secchioni
Patty sempre più groupie e ruffiana..
ho le mie ammiratrici… ti secca eh..
All you need is ggg!
Pure Giuls adesso…
Cos’è ti porti dietro la claque virtuale?? pfui
piuttosto, qua i commenti davvero inerenti al luogo scarseggiano…
La questione Dams/Muspe in effetti ha una sua patafisica rilevanza.
Posto che la mala fama dei damsiani è in parte legata all’aura cripto anarcoide che li avvolge, rimane da chiarire in che misura noi si possa esagerare negli opportuni distinguo.
GGG ha perfettamente ragione nello stabilire le differenze tra il Dipartimento e il corso di laurea: sulla carta, la sua proposizione è ineccepibile.
Eppure, tutte le volte che mi provo a illustrarla al giurista/medico/ingegnere di turno, mi sento replicare (con velata sufficienza): “ah, quindi tu fai la specialistica del dams (quindi: vuoi fare il regista e non fai un cazzo dalla mattina alla sera e probabilmente ti fumi un milione di canne al giorno)”.
Ora, personalmente fottesega della mala fama dei nostri colleghi triennalisti, ma il fatto che la nostra identità accademica sia così brutalmente appiattita, quello sì un po’ mi urta.
D’altro lato, è pur vero che le modalità d’esame del nostro corso (non parlo della qualità degli insegnamenti) riscontrano le peggiori leggende damsiane: trentificio, eloquio non proprio cruscante e scarsissima serietà.
Sono perplesso. Giro questo discorso sul forum, via.
Oneiros out.