Un tempo sede del Partito Comunista, il numero 4 di Via Barberia ospita ora la costola più famigerata e leggendaria dell’Università Bolognese, celebre per la presunta scarsa serietà e igiene dei suoi studenti, tanto da essere ostracizzata in molti annunci di camere in affitto con il simpatico ritornello “No cani, No gatti, No Dams”. Nelle pause tra una lezione e l’altra, nei momenti d’agitazione pre-esame o semplicemente nelle protratte parentesi di cazzeggio irresponsabile, i bizzarri esemplari di questa razza (nella foto ne potete osservare 3 di lucidissimo pelo) trovano il loro habitat ideale nei 2 metri quadrati di porticato antistanti l’ingresso della sede: qui possono dedicarsi alle loro amate attività tabagistiche, chiaccchieratorie, bighellonatorie, caffeiniche e merendiche (preda prediletta, il kinder delice a 50cent delle macchinette).

Nelle ore di massimo affollamento questo luogo si trasforma nel teatro di un durissimo scontro per il territorio: le mandrie di sciamannati occupatori di suolo pubblico si trovano infatti a scontrarsi con il loro rivale naturale, l’anziana trascinatrice di carrellino dai capelli viola-turchini. Gli esemplari di questa seconda specie, caratterizzata dai tipici cappottini sgargianti e dalla spiccata acidità zitellesca, si producono in aggressivi travasi di bile nei confronti dei pavidi damsiani, rei di ostruire i sentieri che le azzurrocrinite adoperano per l’approvigionamento. Finora non si è trovato rimedio per far convivere l’ozioso bivacco studentesco e l’attivismo marciatorio delle signore. Speriamo che un giorno queste due magnifiche specie possano riuscire a convivere in pace.