Quando mi sono trasferito a Bologna sono andato a vivere in un collegio universitario, situato all’interno di una struttura composita, di fattura moderna ma modellata sugli elementi architettonici di un castello: quattro torri, due ingressi e un ampio cortile interno. Tutto intorno a questo castello (che oltre al collegio comprende un centro sociale multietnico e un centro per anziani) si estende il parco “Charlie Parker”.

L’idea di dedicare un parco al leggendario Bird è di quelle che scalda il cuore, e aggiungete che da un certo punto in avanti (non mi è mai riuscito di capire dove) il parco cambia nome, per ribattezzarsi “John Lennon”: il motivo di questa doppia dicitura mi è del tutto oscuro, ma quanto a carisma non si scherza.

Il parco bifronte si trova comunque tra via del Lavoro e via Gandusio, nel quartiere San Donato. Quest’ultimo non gode di ottima stampa a Bologna, e la succitata via del Lavoro, in particolare, è nota per una serie di episodi particolarmente tristi occorsi a ragazze nell’ultimo anno.

Va detto però che il centro sociale Zonarelli svolge nel parco e nella sua propria struttura un’incessante lavoro di integrazione culturale, fornendo ai molti migranti che abitano il quartiere uno spazio dove ritrovarsi, festeggiare, celebrare e passare del tempo all’aria aperta. I vecchi bolognesi delle case popolari, dal canto loro, continuano a servirsi del parco per le loro passeggiate pomeridiane, con sosta obbligatoria al chioschetto di Daniele, dove per 2,5 euri potete assaggiare il miglior gelato di tutta la Bologna nord (consigliatissimo il gusto ricotta e fichi).

Personalmente lo trovo un posto molto piacevole, ottimo per pomeriggi di studio all’aperto, anche se lontano dai colori della Bologna studentesca intra moenias. Certo non bisogna avere la puzza sotto il naso, e soprattutto la sera non è il caso di avventurarsi da soli (lo spaccio è fiorente), ma vivere una città è anche conoscere i suoi luoghi meno patinati.